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L’argomento di questo e-book è la disciplina speciale dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) prevista per le agenzie di viaggio dall’articolo 74-ter del Decreto del Presidente della Repubblica n° 633 del 1972 e dal Decreto del Ministero delle Finanze di attuazione n° 340 del 1999.
In realtà più che per le agenzie questa disciplina speciale dell’IVA è prevista per alcune operazioni, cioè prestazioni di servizi (dato che le agenzie di viaggio sono imprese che producono e/o commercializzano servizi turistici) riservate dalla legge (in particolare dall’art. 9 della Legge n° 217 del 1983 e dalle leggi regionali che hanno attuato ed attuano questa norma) alle agenzie di viaggio e precisamente:
Questi servizi possono essere organizzati e venduti in proprio dalle agenzie di viaggio oppure essere venduti ai turisti – clienti finali da agenzie di viaggio diverse da quelle organizzatrici sulla base di un mandato senza o con rappresentanza conferito da queste ultime. In questi ultimi casi, le agenzie mandatarie ricevono come compenso delle provvigioni sul venduto che sono esenti dall’IVA se il contratto di mandato è senza rappresentanza.
Infine, dal momento che l’IVA è una imposta comunitaria che non esiste al fuori dell’UE, i servizi turistici che fanno parte di un pacchetto turistico sono esenti dall’IVA se sono resi ai turisti che partecipano al viaggio in tutto od in parte al di fuori dal territorio degli Stati che aderiscono all’Unione Europea.
Sintesi
1. Il regime speciale dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) per le agenzie di viaggio: l’articolo 74-ter del DPR n° 633 del 1972 e il Decreto del Ministero delle Finanze n° 340 del 1999 che lo attua.
2. Gli adempimenti formali previsti dal regime speciale dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) per le agenzie di viaggio
3. La definizione di pacchetto turistico contenuta nell’art. 33 del Codice del turismo riformata dal Decreto Legislativo n° 62 del 2018
Allegati
Breve panoramica della disciplina comunitaria e nazionale di riferimento dell'imposta sul valore aggiunto nell'e-commerce, con un attenzione particolare alle principali criticità già evidenziate dagli interpreti e sulle possibili soluzioni operative. eBook in pdf di 113 pagine.
Aggiornato con tutte le novità in vigore dal 1° luglio 2021
Nell’ultimo ventennio abbiamo assistito ad una crescita esponenziale delle nuove tecnologie Internet1 che ha contribuito a rimodulare l’economia globale favorendo la nascita e la diffusione di una nuova forma di commercio: il commercio elettronico (o e-commerce).
L’e-commerce si è evoluto negli anni, in sintonia con lo sviluppo del Web, passando da semplice supporto tecnologico, o meglio longa manus, delle transazioni commerciali, attraverso l’invio elettronico di ordini e fatture, alla versione attuale di un vero e proprio mercato virtuale.
Tale fenomeno si inquadra nel più generale contesto della new economy, ossia di quel mercato che utilizza le alte tecnologie o che da esse viene alimentato, tale per cui la trasformazione di attività economiche avviene in conseguenza della capacità delle tecnologie digitali di rendere meno cari e più facili l’accesso, l’elaborazione e l’archiviazione delle informazioni.
Una delle caratteristiche distintive del commercio elettronico è quella di consentire lo svolgimento di operazioni prescindendo da elementi materiali, come il bene ceduto o il luogo di svolgimento dell’attività, che, nelle forme di commercio “tradizionale”, collegano/ricollegano una transazione ad un determinato territorio.
Questo aspetto che si può definire come “dematerializzazione e delocalizzazione” ha rappresentato (rectius rappresenta) l’elemento potenzialmente in grado di rendere inapplicabili i tradizionali criteri di tassazione previsti dagli ordinamenti a livello internazionale e nazionale.
Gli organi comunitari, come meglio si esporrà nel prosieguo, hanno cominciato ben presto ad occuparsi di Internet e di commercio elettronico, elaborando documenti ed emanando una serie di comunicazioni e programmi, con l’obiettivo di adeguare le novità tecniche del commercio elettronico nei meccanismi di un mercato unico e globale.
Nel presente elaborato verranno partitamente analizzate le implicazioni di natura fiscale e tributaria.
In particolare, l’e-book vuole rappresentare un primo approccio alla tematica dei profili fiscali dell’e-commerce e, in questo senso, come si potrà notare attraverso la lettura dello stesso, ben è risaltata la riduttività della definizione stessa di commercio elettronico, quale tipologia di transazioni volte allo scambio di beni o servizi attraverso una rete elettronica, rispetto al complesso processo determinato dallo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che hanno modificato e migliorato i processi produttivi, innovando l’economia nei principali settori.
Come vedremo, l’indagine comunitaria sull’argomento, peraltro, ha confermato che le imprese digitali hanno la capacità di mantenere un certo livello di attività a prescindere dalla presenza di una stabile organizzazione in un paese, intrattenendo relazioni con i consumatori e gli utenti attraverso siti web o altri strumenti digitali; anche quando tali imprese stabiliscono una stabile organizzazione in una giurisdizione, le opportunità offerte dalla tecnologia facilitano l’adozione di strutture idonee a minimizzarne la presenza tassabile in un paese, attraverso una allocazione delle funzioni, dei rischi e delle attività che non riflette la sostanza economica delle operazioni svolte.
Nel testo viene soprattutto affrontato il tema dell’Imposta sul valore aggiunto per le operazioni di commercio elettronico con un focus particolare per le novità introdotte a partire dal gennaio 2015, posto che in tale ambito è di prioritaria importanza individuare i presupposti impositivi ai fini Iva con la consapevolezza, tuttavia, dell’assoluta peculiarità degli aspetti relativi alle cessioni e acquisizioni telematiche rispetto a quelle compiute attraverso l’economia tradizionale.
Tutto questo deve essere poi coniugato con quanto evidenziato dal Consiglio UE in tema di nuove regole di semplificazione degli adempimenti Iva nel settore del commercio elettronico.
Il pacchetto IVA e-commerce che entrerà in vigore dal 1° luglio 2021, come vedremo nella parte finale e conclusiva del presente lavoro, cambia le soglie di franchigia per le importazioni di beni di basso valore da Paesi terzi e le modalità per effettuare la dichiarazione in dogana. Mentre viene abolita la soglia di esenzione dall’IVA, pari a 22 euro per l’Italia, rimangono invariate l’esenzione daziaria e le esclusioni per alcune categorie di prodotti. Viene inoltre previsto un regime semplificato di importazione IOSS, che ha un impatto diretto per gli operatori economici (fornitori/marketplace), in termini di procedure di sdoganamento e modalità di pagamento dell’IVA e vantaggi per i destinatari delle spedizioni, che pagano l’IVA dovuta direttamente all’atto dell’acquisto del bene, con maggior trasparenza e certezza del prezzo finale dell’acquisto on-line.
Ed inoltre, l’abolizione della soglia di 22 euro per l’esenzione dall’IVA all’importazione prevista nel pacchetto IVA e-commerce è la modifica con il maggiore impatto sugli adempimenti doganali per gli operatori economici e per i cittadini che effettuano acquisti tramite i canali di e-commerce. Come risultato di ciò, dal 1° luglio 2021 tutti i beni importati nell'UE, indipendentemente dal loro valore, saranno soggetti a IVA. Resta invece invariata la soglia di esenzione dal pagamento dei dazi all’importazione per spedizioni di valore intrinseco fino a 150 euro, definite anche spedizioni di basso valore.
Introduzione
1. Gli aspetti generali del commercio elettronico
1.1 Premessa. Le definizioni e le classificazioni (nazionali e comunitarie)
1.1.1 Profilo oggettivo
1.1.2 Profilo soggettivo
1.2 Il commercio elettronico in Italia. Genesi della normativa di riferimento
2. L’IVA nel commercio elettronico
2.1 La normativa e-commerce in aderenza ai presupposti vigenti in materia di imposta sul valore aggiunto
2.2 I (crescenti e diffusi) fenomeni di evasione e frode Iva nell’e-commerce
2.3 Il Mini One Stop Shop (c.d. MOSS)
2.3.1. Le modalità di applicazione
2.4 Tavole di sintesi
2.4.1 L’Iva nell’e-commerce indiretto. Inquadramento e adempimenti contabili
2.4.2 L’Iva nell’e-commerce diretto. Inquadramento e adempimenti contabili
2.4.3 Moss («Mini One Stop Shop»)
2.4.3.1 M.O.S.S. regime UE 45
2.4.3.2 M.O.S.S. regime EXTRAUE
2.4.3.3 Esclusioni
2.4.3.4 Dichiarazione e versamenti
2.4.3.5 Aliquote Iva
2.4.3.6 Le piattaforme digitali
2.4.3.7 Riepilogo commercio elettronico diretto
2.4.3.8 Riepilogo commercio elettronico indiretto
3. La Stabile organizzazione (S.O.): genesi e profili generali
3.1 Stabile organizzazione materiale
3.2 Stabile organizzazione personale
3.3 La Stabile organizzazione (S.O.) nel commercio elettronico
3.3.1 Web site, Server, ISP
3.3.2 Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018
3.3.3 La Stabile organizzazione nel comparto Iva. Brevi riflessioni
3.3.4 Le ultime indicazioni della Cassazione in tema di configurazione di S.O. in caso di sede delle riunioni in Italia
3.3.5 Tavola
3.3.6 Tavole di sintesi
4. E-commerce e General Data Protection Regulation (GDPR): il nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati
4.1 La figura del DPO – Data Protection Officer – e ulteriori adempimenti in tema di privacy
4.2 Direttiva NIS - Network and Information Security: il decreto legislativo di recepimento 18 maggio 2018, n. 65
5. Implementazioni in tema di servizi digitali
5.1 Modifiche nel perimetro della territorialità
5.2 l’allargamento delle maglie del MOSS
5.3 Novità in punto di trasmissione telematica dei corrispettivi e comunicazione delle vendite
5.4 La responsabilità dei marketplaces
6. Recenti novità in tema di servizi digitali (i regimi OSS/IOSS)
6.1 La fase di pre-registrazione ai regimi IVA OSS/IOSS sul sito dell’Agenzia delle Entrate
6.2 Schematizzazione delle novità emergenti
eBook in pdf di 70 pagine sull'Esterometro 2021, la comunicazione delle operazioni transfrontaliere
nel rispetto delle nuove specifiche tecniche 2021 (versione 1.6.2).
Il 2021 sembra essere l’ultimo anno per l’esterometro. In base alle previsioni della Legge di bilancio 2021 (articolo 1, comma 1103, Legge 178/2020) verrà introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2022, l’obbligo della fatturazione elettronica anche per le operazioni effettuate (acquisti e vendite) con controparti estere. Ad oggi i contribuenti continuano a poter scegliere, facoltativamente, se presentare telematicamente l’esterometro o avvalersi della fatturazione elettronica estera.
In altri termini, fino al 31 dicembre 2021, tutti i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni nei confronti di soggetti non residenti devono continuare a trasmettere, con cadenza trimestrale, i dati delle fatture ricevute ed emesse da e verso controparti comunitarie ed extra-comunitarie, salvo opzione per l’e-fattura.
La prima scadenza trimestrale per l’anno 2021 è fissata per il 30 aprile 2021, riferita alle fatture emesse datate gennaio/febbraio/marzo 2021 e le fatture ricevute (registrate) nel trimestre gennaio-marzo 2021. Per il II, III e IV trimestre, la comunicazione va trasmessa entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento (31 luglio, 31 ottobre, 31 gennaio).
Si propone un riepilogo dell’adempimento, analizzando le ipotesi di esonero - come, ad esempio, la possibilità di trasmettere i dati al Sistema di Interscambio – con un’analisi normativa accostata ai diversi casi pratici di compilazione.
Le casistiche proposte descrivono il corretto trattamento IVA delle operazioni e la rispettiva compilazione della comunicazione delle operazioni transfrontaliere, attenendosi alle nuove specifiche tecniche di trasmissione aggiornate al 23 novembre 2020 (versione 1.6.2 – Allegato A) ed alla guida alla compilazione delle fatture e dell’esterometro dell’Agenzia delle entrate (versione 1.3 del 18 dicembre 2020).
L’intento degli autori è di fornire una guida all’adempimento, per il quale non è stato mai pubblicato un modello ministeriale.
1. Inquadramento normativo
1.1 Quadro di sintesi
1.2 Soggetti esclusi dall’adempimento
1.3 Contenuto informativo
1.3.1 Tabella di raccordo operazione IVA: esterometro o fattura elettronica
1.4 Stati esclusi dal territorio comunitario ai fini IVA
1.4.1 Esempi Stati comunitari ai fini IVA e ai fini doganali
1.5 Intrastat ed esterometro: due strade parallele
1.6 Raccordo con gli altri adempimenti IVA: dichiarazione annuale IVA e LIPE precompilati
2. Casi pratici
2.1 Cessioni di beni verso l’estero
2.1.1 Cessioni intracomunitarie di beni
2.1.2 Cessioni intracomunitarie di beni con spese accessorie
2.1.3 Triangolazione nazionale – IT cede i beni a IT1 e consegna per suo conto in UE
2.1.4 Cessione extra-comunitaria di beni
2.1.5 Cessione di beni a San Marino
2.1.6 Cessioni di beni verso un cliente privato non residente
2.1.7 Cessione di beni a soggetto non stabilito identificato in Italia
2.1.8 Triangolazione nazionale – IT cede i beni a IT1 e consegna per suo conto in extra-UE
2.1.9 Triangolazione estera – IT acquista i beni da extra-UE e chiede la consegna per suo conto in extra-UE1
2.2 Acquisto di beni da fornitori esteri
2.2.1 Acquisti intracomunitari di beni
2.2.2 Acquisti di beni da fornitore estero con rappresentante fiscale o identificazione diretta italiana
2.3 Prestazioni di servizi rese a clienti esteri
2.3.1 Prestazioni di servizi rese a committenti UE
2.3.2 Prestazioni di servizi rese a committente extra-UE
2.3.3 Servizi resi a clienti di Livigno e Campione d’Italia
2.3.4 Prestazioni di servizi rese a committente privato non residente
2.4 Prestazioni di servizi ricevute da soggetti esteri
2.4.1 Acquisti di servizi intracomunitari generici
2.4.2 Acquisti di servizi intracomunitari da “piccole imprese”
2.4.3 Acquisti di servizi intracomunitari in deroga
2.4.4 Acquisti di servizi extracomunitari generici
2.4.5 Provvigioni da agenti extracomunitari
2.4.6 Acquisto volo aereo internazionale con fattura emessa da compagnia extra-Ue
3. Segnalazioni di errore
4. Sanzioni
Il presente manuale, pdf di 272 pagine, vuole essere un compendio di consultazione per tutte quelle problematiche di tipo tecnico inerenti l’IVA.
Il presente manuale vuole essere un compendio di consultazione per tutte quelle problematiche di tipo tecnico inerenti l’IVA.
In questi ultimi anni, in particolare a partire dal luglio 2018, il campo di applicazione dell’IVA è stato fortemente modificato non tanto dal punto di vista concettuale, quanto dal punto di vista burocratico, da quella che è stata definita “una rivoluzione copernicana”. Stiamo parlando dell’introduzione della fattura elettronica.
Avremo modo di esporre in maniera dettagliata i tratti di tale nuova introduzione, che sotto certi versi ha indotto, a volte, a dover modificare il modo di concepire l’Imposta sul Valore Aggiunto, per ora ci vogliamo focalizzare sugli aspetti generali e di base di imposizione del tributo.
L’IVA riguarda tre soggetti:
Il fornitore deve addebitare al cliente il tributo, proporzionale al corrispettivo contrattuale, e a sua volta deve versarlo all’erario (IVA sulle vendite), al netto del tributo da lui stesso corrisposto ai propri fornitori (IVA sugli acquisti). L’IVA corrisposta ai fornitori di beni e servizi acquistati nell’esercizio di imprese, arti o professioni, può infatti essere detratta dall’IVA sulle operazioni attive, col diritto al rimborso di eventuali eccedenze.
In questo modo l’IVA colpisce il consumo finale, mostrandosi invece neutrale nei passaggi intermedi di beni e servizi tra produttori, commercianti e professionisti.
Premessa.
SEZIONE I - LE OPERAZIONI INTERNE.
1. Aspetti comuni a tutte le operazioni IVA.
1.1 Requisiti formali delle operazioni IVA.
1.2 Requisito oggettivo.
1.3 Requisito territoriale – principio di destinazione.
1.4 Requisito soggettivo.
2. Le operazioni imponibili
2.1 Le cessioni di beni
2.1.1 Le cessioni assimilate.
2.2 Operazioni non considerate come cessioni di beni
2.3 Le prestazioni di servizi
2.4 Le operazioni assimilate alle prestazioni di servizio.
2.5 Le prestazioni gratuite.
2.6 Le operazioni non considerate prestazioni di servizi
3. Operazioni fuori campo IVA.
3.1 La mancanza del requisito soggettivo ed oggettivo.
3.2 Operazioni non considerate cessioni di beni
3.3 Casi risolti dalla prassi
3.4 Le operazioni ex art. 15 escluse dalla base imponibile.
4. Le operazioni esenti
4.1 aspetti generali delle operazioni esenti
4.1.1 Le operazioni finanziarie [art. 10, comma 1, nn. 1), 2)]
4.1.2 I gruppi bancari ed assicurativi che svolgono attività esenti
4.1.3 Le operazioni assicurative.
4.1.4 Le operazioni in valuta estera [art. 10, n. 3), d.P.R. 633/1972]
4.1.5 Le operazioni relative a quote ed azioni sociali [art. 10, n. 4), d.P.R. 633/1972]
4.1.6 La riscossione dei tributi [art. 10, n. 5), d.P.R. 633/1972]
4.1.7 I giochi e le scommesse.
4.1.8 Le operazioni di mandato relative a operazioni ex art. 10, da 1) a 7) [art. 10, n. 9), d.P.R. 633/1972]
4.1.9 Locazioni e cessioni di immobili [art. 10, nn. 8), 8-bis), 8-ter), d.P.R. 633/1972]
4.1.10 Le cessioni di oro da investimento [art. 10, n. 11), d.P.R. 633/1972.
4.1.11 Le operazioni benefiche [art. 10, n. 12), d.P.R. 633/1972.
4.1.12 Le cessioni a popolazioni colpite da calamità naturali [art. 10, n. 13), d.P.R. 633/1972]
4.1.13 I trasporti urbani [art. 10, n. 14), d.P.R. 633/1972]
4.1.14 I trasporti di malati e feriti [art. 10, n. 15), d.P.R. 633/1972]
4.1.15 I servizi postali [art. 10, n. 16), d.P.R. 633/1972]
4.1.16 Le prestazioni sanitarie rese dai professionisti [art. 10, n. 18), d.P.R. 633/1972]
4.1.17 Le prestazioni sanitarie rese da ospedali, cliniche ecc. [art. 10, n. 19), d.P.R. 633/1972]
4.1.18 Le prestazioni educative e didattiche [art. 10, n. 20), d.P.R. 633/1972]
4.1.19 Prestazioni di orfanotrofi, brefotrofi, case di riposo ecc. [art. 10, n. 21), d.P.R. 633/1972]
4.1.20 Le biblioteche, i musei e simili [art. 10, n. 22), d.P.R. 633/1972]
4.1.21 Le prestazioni previdenziali in favore dei dipendenti [art. 10, n. 22), d.P.R. 633/1972]
4.1.22 Le cessioni di organi e sangue, latte, plasma sanguigno umani [art. 10, n. 23), d.P.R. 633/1972]
4.1.23 Le pompe funebri [art. 10, n. 27), d.P.R. 633/1972]
4.1.24 Le prestazioni assistenziali rese in comunità protette [art. 10, n. 27-ter), d.P.R. 633/1972]
4.1.25 Le compagnie baracellari [art. 10, n. 27-quater), d.P.R. 633/1972]
4.1.26 Cessioni di beni per i quali all’atto dell’acquisto non è stata detratta l’IVA [art. 10, n. 27-quinquies), d.P.R. 633/1972]
4.1.27 La pesca marittima [art. 10, n. 27-sexies), d.P.R. 633/1972]
4.2 La detrazione in presenza di operazioni esenti
4.3 Detrazione in base a pro-rata.
4.4 Calcolo del pro-rata.
4.5 Indetraibilità dell’IVA inerente alle operazioni in esame.
4.6 I nuovi termini per l’esercizio della detrazione IVA.
4.7 Il diritto alla detrazione IVA fino al 31/12/2016.
4.8 Il diritto alla detrazione IVA dal 1/1/2017.
SEZIONE II - LE OPERAZIONI CON L’ESTERO.
5. Cessioni di beni o prestazioni di servizi a privati cittadini UE ed extra UE.
5.1 Cessione di beni
5.1.1 Cessioni a privati cittadini UE ed extra UE eseguite in Italia.
5.1.2 Cessioni a privati cittadini UE ed extra UE eseguite mediante trasporto o spedizione.
5.1.3 ll tax free shopping.
5.2 Prestazioni di servizi
5.2.1 L’identificazione dello “status di soggetto passivo”
6. Cessioni di beni e prestazioni di servizi a soggetti passivi UE non iscritti al VIES.
6.1 Modalità di richiesta dell’autorizzazione.
6.2 Soggetti che iniziano ex novo.
6.3 Cosa succede senza autorizzazione.
7. Le operazioni non imponibili
7.1 Le cessioni all’esportazione.
7.1.1 Regime di non imponibilità delle cessioni all’esportazione [art. 8, comma 1, lett. b-bis)]
7.2 Il plafond.
7.3 Le operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione ex art. 8-bis, d.P.R. 633/1972 – Comparto navale.
7.4 I servizi internazionali connessi agli scambi internazionali ex art. 9, d.P.R. 633/1972.
7.5 Le operazioni con lo Stato di Città del Vaticano e San Marino ex art. 71, d.P.R. 633/1972.
7.6. Le operazioni non imponibili ex art. 72, d.P.R. 633/1972.
7.7 Le cessioni intracomunitarie ex art. 41, d.l. 331/1993.
7.8 Operazioni triangolari
8. Le importazioni
8.1 Importazioni definitive.
8.2 Operazione di immissione libera pratica.
8.3 Operazioni di perfezionamento attivo.
8.4 Operazioni di ammissione temporanea.
8.5 Reintroduzione di merci precedentemente esportate al di fuori della Comunità europea.
9. Le operazioni intracomunitarie.
9.1 Requisiti dell’acquisto intracomunitario.
9.2 Acquisti intracomunitari assimilati
9.3 Beni spediti e trasportati
9.4 Mezzi di trasporto nuovi
9.5 Altri casi
9.6 Acquisti intracomunitari non soggetti a IVA.
10. Il caso particolare della BREXIT.
SEZIONE III - GLI ASPETTI TECNICI E PRATICI.
11. La detrazione dell’IVA.
11.1 I nuovi termini per l’esercizio della detrazione IVA.
11.2 Quota imputabile a operazioni non soggette.
11.3 Utilizzo di beni e servizi per fini privati
Il testo in pdf di 151 pagine, è una trattazione completa e approfondita di tutte le regole sull'imposta di bollo che nel giro di pochi anni hanno visto il passaggio dal cartaceo alle modalità telematiche ovvero all’”assolvimento virtuale”.
Gli argomenti affrontati vanno:
Il testo è una trattazione completa e approfondita di tutte le regole sull'imposta di bollo che nel giro di pochi anni hanno visto il passaggio dal cartaceo alle modalità telematiche ovvero all’”assolvimento virtuale”.
Gli argomenti affrontati vanno dalla natura dell'imposta, alla disciplina di applicazione e casi di esenzione, alle modalità di pagamento e alle sanzioni in caso di violazione.
L'analisi puntuale della normativa e prassi, con i link ai documenti originali , è corredata da una tabella riepilogativa delle sanzioni e dalla Tabella: ELENCO DEI PRINCIPALI DOCUMENTI IN ESENZIONE DALL’IMPOSTA DI BOLLO (Allegato B, D.P.R. n. 642/1972 e altre leggi speciali).
1. Natura e oggetto dell’imposta
1.1 STRUTTURA DEL D.P.R. N. 642 DEL 1972
1.2 NATURA DELL’IMPOSTA
1.3 OGGETTO DELL’IMPOSTA
1.4 SOGGETTO ATTIVO E SOGGETTI PASSIVI
1.5 LA DEMATERIALIZZAZIONE DEI DOCUMENTI E LA FORFETTIZZAZIONE DEL TRIBUTO
2. Gli atti e documenti soggetti ad imposta di bollo
2.1 BOLLO DOVUTO SIN DALL’ORIGINE – TARIFFA – PARTE PRIMA
2.2 BOLLO DOVUTO IN CASO D’USO – TARIFFA – PARTE SECONDA
2.3 IL CARATTERE TASSATIVO DELLA TARIFFA
2.4 MODALITÀ DI APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA
2.5 LA FACOLTÀ DI SCRIVERE PIÙ ATTI SUL MEDESIMO FOGLIO
3. Gli atti esenti in modo assoluto dall’imposta di bollo – Tabella – Allegato B
3.1 ESENZIONI DALL’IMPOSTA – PRINCIPI INDEROGABILI
3.2 GLI ATTI POSTI IN ESSERE DA AMMINISTRAZIONI DELLO STATO
4. Le modalità di pagamento dell’imposta di bollo
4.1 LE MODALITÀ DI PAGAMENTO PREVISTE FINO AL 31 DICEMBRE 2006
4.2 LE NOVITÀ INTRODOTTE DALLA L. N. 296 DEL 2006
4.3 DALLA MARCA DA BOLLO AL CONTRASSEGNO TELEMATICO
4.3.1. Le caratteristiche del contrassegno telematico
4.3.2. Il taglio dei contrassegni telematici
4.3.3 Valore storico delle marche da bollo
4.3.4 L’annullamento della marca da bollo e del contrassegno
4.3.5. Applicazione del contrassegno telematico sugli atti soggetti ad imposta di bollo sin dall’origine
4.3.6. Come verificare la validità del contrassegno telematico
4.3.7. Il termine di validità dei valori bollati
4.4 DAL CONTRASSEGNO TELEMATICO ALLA MARCA DA BOLLO DIGITALE – IL SERVIZIO @E.BOLLO
4.4.1. La marca da bollo digitale - Il servizio @e.bollo
4.4.2. Modalità di assolvimento dell’imposta da parte del contribuente
4.4.3. PagoPA - Il sistema nazionale per i pagamenti a favore della Pubblica Amministrazione.
4.4.4. ICONTO - L’istituto di pagamento di Infocamere
4.5 IL PAGAMENTO DELL’IMPOSTA DI BOLLO IN MODO VIRTUALE – ARTICOLI 15 E 15-BIS DEL D.P.R. N. 642 DEL 1972
4.5.1. Le disposizioni dettate dall’art. 15 del D.P.R. n. 642/1972
4.5.2. Le categorie di atti e documenti per i quali è consentito il pagamento dell’imposta in modo virtuale
4.5.3. Procedura di rilascio dell’autorizzazione - Chiarimenti dalla circolare n. 16/E/2015
4.5.4 Le novità introdotte dalla legge di stabilità 2014 – Approvato un nuovo modello di dichiarazione
4.5.5. Le disposizioni di cui all’art. 15-bis del D.P.R. n. 642/1972
4.5.6. La liquidazione dell’imposta di bollo assolta con modalità virtuale – Il modello di dichiarazione
4.5.7. Modello di dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale
4.5.8. Le modalità di pagamento - L’utilizzo del modello di versamento “F24
4.5.9. Analisi di casi particolari
4.6 LE MODALITÀ DI PAGAMENTO DELL’IMPOSTA DI BOLLO SUI DOCUMENTI INFORMATICI
4.7 RIMBORSI DI IMPOSTE PAGATE IN MODO VIRTUALE
4.7.1 Le disposizioni dettate dall’art. 37 del D.P.R. n. 642/1972
4.7.2 L’ente competente all’erogazione del rimborso - Analisi di alcune risposte fornite dall’Amministrazione Finanziaria
4.8 IL PAGAMENTO DELL’IMPOSTA DI BOLLO DALL’ESTERO MEDIANTE BONIFICO
5. Effetti del mancato od insufficiente pagamento dell’imposta – Obblighi e responsabilità dei funzionari pubblici
5.1 OBBLIGHI A CARICO DEI FUNZIONARI E DEI PUBBLICI UFFICIALI
5.2 LA REGOLARIZZAZIONE DEGLI ATTI EMESSI IN VIOLAZIONE DELLE NORME SULL’IMPOSTA DI BOLLO
5.3 SOGGETTI OBBLIGATI AL PAGAMENTO – PRINCIPIO DI SOLIDARIETÀ
6. Violazioni e sanzioni
6.1 LE VIOLAZIONI E LE SANZIONI PREVISTE DAL D.P.R. N. 642 DEL 1972
6.2 IMPOSTA DI BOLLO ASSOLTA IN MODO VIRTUALE – VIOLAZIONI E SANZIONI
6.2.1. Le sanzioni applicabili
6.2.2. Le modalità di irrogazione delle sanzioni
6.3 RESPONSABILITÀ DEI FUNZIONARI DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA
6.4 LA REGOLARIZZAZIONE DEGLI ATTI EMESSI IN VIOLAZIONE DELLE NORME SULL’IMPOSTA DI BOLLO
6.5 L’ACCERTAMENTO DELLE VIOLAZIONI
6.5.1. Organi competenti all’accertamento delle violazioni
6.5.2. Modalità di accertamento delle violazioni
6.5.3. Termini per l’accertamento delle violazioni
6.6 IRROGAZIONE DELLE SANZIONI
6.7 SANZIONI E RAVVEDIMENTO OPEROSO
6.7.1. Il ravvedimento operoso
6.7.2. La misura della sanzione ridotta
6.7.3. Le modalità di pagamento
6.8 VIOLAZIONI COSTITUENTI REATI. VALORI DI BOLLO CONTRAFFATTI O ALTERATI
Allegato
ELENCO DEI PRINCIPALI DOCUMENTI IN ESENZIONE DALL’IMPOSTA DI BOLLO (TABELLA – ALLEGATO B, D.P.R. N. 642/1972 E ALTRE LEGGI SPECIALI CHE PREVEDONO L’ESENZIONE DALL’IMPOSTA DI BOLLO)
eBook di 427 pagine in pdf, su tutti i casi pratici di applicazione dell'imposta di bollo aggiornati al 1.1.2021.
In una nostra precedente trattazione dal titolo L'applicazione dell'imposta di bollo abbiamo concentrato la nostra attenzione prevalentemente sul D.P.R. n. 642 del 26 ottobre 1972, recante la “Disciplina dell’imposta di bollo”, illustrandone nel dettaglio i contenuti e cercando anche di evidenziare i vari cambiamenti che anche questa imposta ha subito nel tempo fino a “dematerializzarsi”.
Abbiamo, in particolare, approfondito argomenti teorici, quali: la natura e l’oggetto dell’imposta, gli atti soggetti all’imposta, le modalità di pagamento, gli effetti del mancato od insufficiente pagamento dell’imposta e le relative sanzioni, gli obblighi e le responsabilità dei funzionari pubblici.
L’imposta di bollo ha come presupposto l’esistenza di un atto redatto in forma scritta e come oggetto la trascrizione del negozio giuridico su atti, documenti e registri.
A differenza dell'imposta di registro che ha come suo oggetto il "negozio giuridico" e che colpisce, in genere, il mero contenuto patrimoniale dell’atto e la sua funzione economica, l'imposta di bollo attiene al suo aspetto formale e ha come suo oggetto diretto la "carta" nella quale il negozio giuridico o altro atto civile, commerciale, giudiziale e stragiudiziale sono contenuti.
Si dice anche che il bollo è un’imposta “cartolare”, che colpisce cioè l’atto materiale, indipendentemente dalla sua validità o efficacia. Oggetto dell’imposta di bollo è, dunque, l’atto scritto sulla carta.
Con il tempo, dal documento amministrativo, inteso come “rappresentazione grafica” del contenuto di atti, si è passati al documento informatico, inteso come “rappresentazione informatica” di atti.
Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale – CAD), è stato regolamentato anche il “Documento informatico” sottoscritto con firma elettronica (artt. 20 – 25).
La dematerializzazione dei documenti ha portato, inevitabilmente, alla forfettizzazione dell’imposta di bollo.
Dalla marca da bollo si è passati al contrassegno telematico per arrivare alla marca da bollo digitale.
Con questa ulteriore trattazione vogliamo scendere più nel pratico concentrando la nostra attenzione su alcuni casi particolari per illustrare come e quando si deve concretamente procedere all’applicazione dell’imposta di bollo su atti, documenti, istanze, scritture contabili, fatture, cambiali, documenti bancari, sia cartacei o analogici che informatici o telematici. Tratteremo, allora, in particolare:
Premessa
1. L’imposta di bollo sulle istanze da inviare agli organi della Pubblica Amministrazione
1.1 Le modalità di invio delle istanze agli Organi della Pubblica Amministrazione e l’applicazione dell’imposta di bollo
1.1.1 Concetti generale e normativa di riferimento
1.1.2 Le istanze presentate o trasmesse agli Organi della Pubblica Amministrazione e l’imposta di bollo
1.1.3 Le istanze inviate via PEC e le modalità di pagamento dell’imposta di bollo
1.1.4. L’autenticazione della sottoscrizione dell’istanza
1.2 Dalla denuncia di inizio attività (DIA) alla Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) – La SCIA e l’imposta di bollo
1.2.1. La denuncia di inizio attività (DIA)
1.2.2. Dalla denuncia di inizio attività (DIA) alla dichiarazione di inizio attività (DIA) e alla Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)
1.2.3. Il riordino della SCIA – L’utilizzo della modulistica unificata e standardizzata
1.2.4. La SCIA e l’imposta di bollo
1.3 Analisi di casi particolari
1.3.1. L’imposta di bollo sui cartelli “Vendesi” “Affittasi” immobile o attività commerciale
1.3.2. Incentivi per la rigenerazione e valorizzazione del patrimonio edilizio (art. 7, L. n. 58/2019) – Non prevista l’esenzione dall’imposta di bollo
1.3.3. Imposta di bollo e tasse scolastiche - Vigenza dell’esenzione prevista dall'articolo 200, comma 7, del D.Lgs. n. 297 del 1994
1.3.4. Fermo Amministrativo - La richiesta presentata dal soggetto legittimato alla riscossione forzata non più soggetta da imposta di bollo
1.3.5. Comunicazione di iscrizione d'ufficio dei prodotti esplodenti, nell'allegato A al Regolamento del TULPS - Applicazione dell'imposta di bollo
1.3.6. Fermo amministrativo – L’annotazione della sospensione è esente da imposta di bollo
1.3.7. L’imposta di bollo sulle istanze di partecipazione alle gare e sulle offerte economiche
1.3.8. L’imposta di bollo sulle domande per il conseguimento di sussidi da parte di soggetti danneggiati dall’epidemia da Covid-19
2. Le domande, le denunce e gli atti da inviare al Registro delle imprese – L’introduzione del Modello Unico Informatico (MUI) – La nascita della Comunicazione Unica – Il riordino del SUAP – Il servizio “Impresa in un giorno”
2.1 La pubblicità commerciale e l’iscrizione al Registro delle imprese
2.1.1. Le novità introdotte dal D.M. n. 127/2002 – L’introduzione del comma 1-ter alla Tariffa sul bollo
2.1.2. Le novità introdotte dal 2004
2.2. L’introduzione del Modello Unico Informatico - MUI
2.2.1. Il modello Unico Informatico (MUI)
2.2.2. D.M. 22 febbraio 2007 - Determinati gli importi dell’imposta di bollo dovuta in misura forfettaria
2.2.3. Il Modello Unico Informatico e gli adempimenti presso il Registro delle imprese
2.2.4. Precisazioni in merito ad alcune tipologie di istanze da inviare al Registro delle imprese
2.3 La nascita della Comunicazione Unica (ComUnica)
2.3.1. Riferimenti normativi e adempimenti
2.3.2. La comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC)
2.3.3. Le pratiche inviate con la Comunicazione Unica e l’imposta di bollo
2.4. Il riordino della disciplina dei SUAP, la nascita del servizio “impresa in un giorno” e ComUnica
2.4.1. La nascita dello sportello unico per le attività produttive – SUAP
2.4.2. Funzioni e finalità del SUAP e delle Agenzia per le imprese
2.4.3. Il riordino della disciplina dei SUAP e il servizio “Impresainungiorno”
2.4.4. SCIA da inviare al SUAP tramite ComUnica
2.5. L’imposta di bollo sulle pratiche e sulla documentazione da inviare tramite SUAP e i sistemi di pagamento
2.5.1. Lo sportello unico e l’imposta di bollo
2.5.2. I sistemi di pagamento
2.6. Analisi di casi particolari
2.6.1. La Comunicazione Unica per le imprese artigiane – Imposta di bollo
2.6.2. Trattamento fiscale ai fini dell'imposta di bollo della domanda di deposito dell'indirizzo PEC presentata dalle imprese individuali al Registro delle imprese
2.6.3. Quietanze relative ad alcune pratiche di competenza dell’Ufficio del Registro delle imprese – Imposta di bollo
2.6.4. Istanze di rimborso di diritti camerali non dovuti erroneamente versati - Imposta di bollo
2.6.5. Domanda di ammissione al passivo fallimentare – Imposta di bollo
2.6.6. La sezione speciale dedicata alle informazioni relative alla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust (normativa antiriciclaggio) – Iscrizione in esenzione dall’imposta di bollo
2.6.7. I percorsi di alternanza scuola-lavoro
3. L’imposta di bollo nei procedimenti arbitrali e nella mediazione civile e commerciale
3.1. Arbitrato, mediazione e negoziazione assistita – Strumenti alternativi alla giustizia ordinaria
3.1.1. L’arbitrato
3.1.2. La mediazione civile e commerciale
3.1.3. La negoziazione assistita
3.2. Atti e documenti del procedimento arbitrale e l’imposta di bollo
3.2.1. Gli atti del procedimento arbitrale
3.2.2. Modalità di pagamento dell’imposta di bollo
3.2.3. Responsabilità fiscale arbitri
3.3 La mediazione in ambito civile e commerciale
3.3.1. Normativa di riferimento
3.3.2. La mediazione obbligatoria
3.3.3. Il Registro degli Organismi di mediazione
3.3.4. Atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione civile e commerciale e l’imposta di bollo
4. L’imposta di bollo sugli atti stipulati in Italia da valere all’estero e sugli atti provenienti dall’estero da valere in Italia
4.1 Atti stipulati con soggetti stranieri
4.2 Atti stipulati in Italia da valere all’estero
4.3 Atti stipulati all’estero da valere in Italia
4.3.1. Deposito presso un notaio o presso l’Archivio notarile – Equivalenza e controllo di legalità
4.3.2. Legalizzazione, traduzione e asseverazione
4.3.3. L’Apostille
4.3.4. La libera circolazione dei documenti pubblici nell’Unione europea – Abolita la legalizzazione e l’Apostille
4.4 L’imposta di bollo su legalizzazione, Apostille e asseverazione
4.4.1. Legalizzazione e Apostille e imposta di bollo
4.4.2. Asseverazione e imposta di bollo
4.5. Analisi di casi particolari
4.5.1. Visto di conformità e legalizzazione delle firme su documenti per l’esportazione rilasciati dalla Camera di Commercio
5. L’imposta di bollo sugli estratti conto, rendiconti dei libretti di risparmio, comunicazioni inviate alla clientela relative a prodotti finanziari
5.1 Le caratteristiche principali dell’imposta
5.2 Ambito di applicazione dell’imposta – L’evoluzione della normativa
5.2.1. Le novità introdotte dal D.L. n. 201/2011 e dal D.L. n. 16/2012
5.2.2. I chiarimenti dell’Agenzia delle entrate
5.2.3. Le modalità di attuazione dettate dal D.M. 24 maggio 2012
5.2.4. L’imposta prevista dall’art. 13, comma 2-bis della Tariffa – Imposta fissa
5.2.5. L’imposta prevista dall’art. 13, comma 2-ter della Tariffa – Imposta proporzionale
5.2.6. Il regime di esenzione a favore dei clienti persone fisiche e il calcolo della giacenza media
5.3 La determinazione dell’imposta
5.4 Modalità di assolvimento dell’imposta e soggetti coinvolti
5.5 L’imposta di bollo sulle carte di credito e sulle carte prepagate
5.5.1. Le carte di credito
5.5.2. Le carte prepagate
5.5.3. Il pagamento dell’imposta di bollo
5.6 Analisi di alcuni casi particolari
5.6.1. Contratti di risparmio edilizio
5.6.2. Ambito di applicazione - Confidi - Fondazioni bancarie - Amministrazioni dello Stato
5.6.3. Banca operante in veste di tesoreria di Ente pubblico
5.6.4. Prodotti di credito al consumo regolati in conto corrente bancario
5.6.5. Conti correnti condominiali
5.6.6. Comunicazioni da inviare alla clientela relativamente ai conti depositi per non residenti in Italia – Soggette ad imposta di bollo
5.6.7. Imposta di bollo sugli assegni circolari diversi da quelli in forma libera – Addebitabile dalla banca al cliente
5.6.8. L’imposta di bollo sugli estratti conto di carte di pagamento del dipendente
6. L’imposta di bollo sulle cambiali
6.1 Cambiali – Tipologia e modelli
6.2 Cambiali. Costo del bollo
6.2.1. Importo dovuto
6.2.2. Dove si acquista e come si paga
6.2.3. Alcune informazioni tecniche
6.2.4. Irregolare corresponsione dell’imposta di bollo – Sanzioni
6.3. Analisi di casi particolari
6.3.1. Applicazione dell’imposta di bollo al titolo credito nella forma del “Bill of exchange
6.3.2. Le cambiali finanziarie
7. L’imposta di bollo sulle fatture, ricevute e quietanze – La fatturazione elettronica
7.1 Alternatività IVA e imposta di bollo
7.2. L’imposta di bollo su fatture o ricevute fiscali 1
7.2.1. Le categorie di documenti fiscali previsti dal D.P.R. n. 642/1972
7.2.2. Le operazioni soggette all’imposta di bollo
7.2.3. Le modalità di assolvimento dell’imposta di bollo
7.2.4. Soggetti tenuti al pagamento dell’imposta
7.2.5. Il rilascio di copie conformi di fatture
7.3 La fatturazione elettronica e l’imposta di bollo
7.3.1. La fatturazione elettronica
7.3.2. La fatturazione elettronica e l’imposta di bollo
7.3.3. Le sanzioni applicabili per omesso, insufficiente o ritardato pagamento dell’imposta di bollo
7.4 L’imposta di bollo sulla fattura per prestazioni mediche
7.4.1. Le prestazioni sanitarie e la fatturazione elettronica
7.4.2. L’imposta di bollo sulle fatture per prestazioni mediche
7.5. Analisi di casi particolari
7.5.1. L’imposta di bollo sulle fatture in formato .pdf
7.5.2. Invio di fatture tramite portale aziendale, via mail o tramite PEC
7.5.3. Canone di locazione – Ricevute di pagamento – Spese di condominio
7.5.4. Atti conclusi con scambio di corrispondenza
7.5.5. L’imposta di bollo sulle quietanze emesse a seguito del pagamento di sanzioni amministrative pecuniarie sia per violazioni delle disposizioni del Codice della strada che per violazioni diverse
7.5.6. L’imposta di bollo sulle fatture o quietanze emesse per le somme riscosse dal sistema informatico nazionale delle Camere di commercio
7.5.7. L’imposta di bollo sulle fatture emesse per prestazioni di “letturista”
7.5.8. L’imposta di bollo sulle quietanze di avvenuto pagamento dell’imposta di soggiorno
7.5.9. Atti degli Enti locali relativi a procedimenti di riscossione di entrate extratributarie e l’imposta di bollo
7.5.10. L’imposta di bollo sui documenti di spesa e mandati di pagamento emessi dalla Pubblica Amministrazione
7.5.11. Bollette del servizio idrico integrato – Obbligo dei Comuni di emettere fatture elettroniche
7.5.12. Imposta di bollo sulle quietanze emesse dal tesoriere per conto del Comune, afferenti mandati di pagamento in contanti.
7.5.13. Imposta di bollo sulle fatture emesse nei confronti delle associazioni dilettantistiche riconosciute dal CONI
7.5.14. Produzione della fattura elettronica ai fini dell’emissione del decreto ingiuntivo
7.5.15. Imposta di bollo sugli assegni circolari
8. L’imposta di bollo sulle scritture contabili - Vidimazione, numerazione, bollatura, tenuta e conservazione
8.1 Norme generali e riferimenti normativi
8.2 La vidimazione, la numerazione e la bollatura dei libri, dei registri e delle scritture contabili e il cammino della semplificazione
8.2.1. Premessa
8.2.2. Le novità introdotte dalla L. n. 383/2001 – La soppressione dell’obbligo di vidimazione e bollatura
8.2.3. I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate
8.2.4. Le competenze in materia di vidimazione
8.3 La tenuta informatica delle scritture contabili
8.3.1. Le novità introdotte dal D.M. 23 gennaio 2004
8.3.2. Le novità introdotte dal D.L. n. 185/2008
8.3.3. Le novità introdotte dalla L. n. 106/2011 – La modifica dell’art. 2215-bis C.C.
8.3.4. Le novità introdotte sull’obbligo di stampa del libri e registri contabili tenuti con sistemi elettronici e l’assolvimento dell’imposta di bollo
8.4 La bollatura e la numerazione delle scritture contabili e l’imposta di bollo – Sintesi degli adempimenti
8.4.1. Libro giornale e libro inventari - Bollatura e vidimazione facoltativa – Numerazione obbligatoria
8.4.2. Obbligatoria la numerazione iniziale dei libri sociali previsti dalla normativa civilistica
8.4.3. Registri previsti dalla normativa fiscale
8.4.4. Il pagamento dell’imposta di bollo
8.4.5. Soggetti esenti
8.4.6. La tassa sulle concessioni governative per le società di capitali
8.4.7. La stampa dei libri e registri contabili – Solo in caso di controllo
8.4.8. Tabella riassuntiva
8.5 Analisi di casi particolari
8.5.1. Registro di carico e scarico dei veicoli dismessi dalla circolazione
8.5.2. La vidimazione e bollatura presso la Camera di Commercio delle scritture contabili di Start-up innovative e Incubatori certificati
9. L’imposta di bollo sugli atti e documenti delle società cooperative
9.1 La cooperazione e la mutualità prevalente
9.2 Tipologia di società cooperative
9.3 Iscrizione all’Albo nazionale delle società cooperative
9.3.1. La formazione e la tenuta dell’Albo
9.3.2. L’imposta di bollo dovuta per le domande di iscrizione all’Albo
9.4 Le agevolazioni fiscali previste per le società cooperative
9.4.1. Le novità introdotte dalla L. n. 427/1993 di conversione del D.L. n. 331/1993
9.4.2. Le società cooperative edilizie di abitazione - Albo nazionale
9.4.3. L’imposta di bollo sugli atti delle società cooperative sociali
10. L’imposta di bollo sugli atti e documenti degli Enti del Terzo settore (ETS)
10.1 Gli Enti del terzo settore (ETS) – Tipologia e normativa di riferimento
10.2 Il Registro Unico Nazionale del Terzo settore (RUNTS)
10.3 Le esenzioni dall’imposta di bollo previste dal D.P.R. n. 642 del 1972
10.4 Le esenzioni dall’imposta di bollo previste dal D.Lgs. n. 117 del 2017 a decorrere dal 1° gennaio 2018
10.5 Le esenzioni dall’imposta di bollo previste dalla legge n. 145 del 2018 a decorrere dal 1° gennaio 2019
10.5.1. Le esenzioni previste e gli Enti coinvolti
10.5.2. Le esenzioni dall’imposta - L’interpretazione delle norme
10.6 Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS)
10.6.1. La natura giuridica delle ONLUS
10.6.2. L’imposta di bollo sugli atti e documenti natura delle ONLUS
10.7 Analisi di casi particolari
10.7.1. Tassazione ai fini dell'imposta di registro e dell'imposta di bollo di un contratto d'appalto stipulato tra un comune e un'organizzazione di volontariato
10.7.2. Corrispettivi corrisposti da associati/tesserati ed estratti di conto corrente riferiti ad una Associazione sportiva dilettantistica (ASD) riconosciuta dal CONI - Esenzione dall’imposta di bollo
10.7.3. I mandati di pagamento relativi alle quote associative e ai contributi versati alle associazioni sportive, culturali, assistenziali, sindacali, ecc. – Esenti da imposta di bollo
11. L’imposta di bollo sugli atti e documenti delle Start-up innovative, degli Incubatori certificati e sulle PMI innovative
11.1 Start-up innovative e Incubatori certificati – Nozione e riferimenti normativi
11.1.1. La start-up innovativa
11.1.2. L’incubatore certificato di start-up
11.1.3. La costituzione e l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese
11.1.4. Aggiornamento delle informazioni iscritte nel Registro e Dichiarazione annuale di mantenimento dei requisiti
11.1.5. Perdita dei requisiti - Cancellazione dalla sezione speciale del Registro delle imprese
11.1.6. Diritti camerali e imposta di bollo – Ambito di applicazione
11.2 PMI innovative – Nozione e riferimenti normativi
11.2.1. Nozione e requisiti
11.2.2. Iscrizione nella sezione speciale del Registro imprese
11.2.3. PMI innovative – Diritti camerali e imposta di bollo
eBook in pdf di 39 pagine sulla disciplina relativa alle operazioni più frequenti che sono documentate da bolla doganale, contenente un'analisi della normativa dal punto di vista IVA e, degli aspetti contabili di tali operazioni.
Le merci destinate ad essere vincolate a un regime doganale, con eccezione del regime di zona franca, devono essere oggetto di una dichiarazione in Dogana appropriata al regime in questione (art. 158 del regolamento UE 9.10.2013 n. 952 c.d. “Codice Doganale dell’Unione” in sigla “CDU”).
I regimi doganali, previsti dall’art. 5 punto 16 del CDU sono i seguenti:
Premessa
1. Importazioni: aspetti IVA
1.1 Quadro normativo
1.2 Nozione di importazione
1.2.1 L’immissione in libera pratica
1.2.2 Il perfezionamento attivo
1.2.3 Ammissione temporanea
1.3 Importazioni non soggette ad IVA
1.4 Momento di effettuazione delle importazioni
1.5 La base imponibile IVA
1.5.1 Elementi inclusi nel valore in Dogana
1.5.2 Elementi esclusi nel valore in Dogana
1.5.3 Limitazioni alla determinazione del valore doganale come valore della transazione
1.5.4 Determinazione del valore doganale come “valore normale”
1.5.5 Applicazione del c.d. “metodo dell’ultimo ricorso”
1.6 Documenti commerciali che attestano il valore in dogana
1.7 Importazioni di software
1.8 Aliquote IVA
1.9 Importazioni in reverse charge
1.10 Detrazione IVA
1.11 Un caso particolare: immissione in deposito IVA
1.12 Un caso particolare: omaggi e campionature
2. Importazioni: aspetti contabili
2.1 I documenti che intervengono in un’operazione di importazione
2.2 Registrazione della fattura del fornitore extra UE
2.3 Registrazione della bolla doganale
2.4 Registrazione della fattura dello spedizioniere
2.5 Chiusura dei conti fittizi
2.6 Operazioni in valuta: risvolti contabili
3. Esportazioni: aspetti IVA
3.1 Quadro normativo
3.2 Le esportazioni dirette
3.2.1 Esportazioni triangolari
3.2.2 Esportazioni indirette
3.3 Esportazioni assimilate
3.4 Le operazioni assimilate alle esportazioni
3.5 La prova dell’esportazione
4. Esportazioni: aspetti contabili
4.1 I documenti che intervengono in un’operazione di esportazione
4.2 Registrazione della fattura verso il cliente extra UE
4.3 Registrazione della fattura dello spedizioniere
4.4 Operazioni in valuta: risvolti contabili
5. L’angolo operativo: riflessioni e risposte ad alcune questioni
5.1 Contabilità semplificata e registrazioni
5.2 Fattura elettronica e bolla doganale
5.3 Immissione in libera pratica in Italia e successiva cessione intracomunitaria
5.4 Omaggi di beni della propria attività a soggetti extra UE
5.5 Beni importati in altro Paese membro con successiva destinazione verso l’Italia
5.6 Cessione di campioni gratuiti appositamente contrassegnati a soggetti ExtraUE
Riferimenti normativi
Legislazione
Prassi
L’internazionalizzazione vede sempre più le imprese nazionali coinvolte in operazioni a cui partecipano più soggetti esteri, sia comunitari che extracomunitari. Talvolta le operazioni poste in essere pongono gli operatori di fronte a problematiche e dubbi operativi di non facile ed immediata soluzione.
Il presente ebook vuole essere una guida per quanti si trovano a dover gestire da un punto di vista fiscale operazioni con l’estero. Le risposte sono elaborate con lo scopo di offrire soluzioni ai più frequenti dubbi interpretativi che si hanno nella pratica quotidiana.
Premessa
1. Territorialità dell’imposta
1. Vendita di un bene immobile estero
2. Acquisto da extra UE ed introduzione in un deposito doganale
3. Riparazione di un macchinario da operatore UE e territorialità IVA
4. Riparazione di un macchinario da operatore extra Ue e territorialità IVA
5. Cessione di beni effettuata a bordo di navi
6. Cessione di beni a bordo di un aereo
7. Cessione di un bene immobile in Italia da parte di soggetto estero
8. Cessione di un bene mobile non presente nel territorio dello Stato
9. Prestazione di consulenza
10. Trasporto merci da operatore UE verso soggetto passivo italiano
11. Trasporto merci da operatore italiano verso soggetto passivo italiano
12. Trasporto merci da operatore italiano verso soggetto passivo UE
13. Ristrutturazione di immobile situato in Italia
14. Trasporto passeggeri
15. Trasporto di beni per conto di un privato
16. Trasporto di beni per conto di un soggetto passivo
17. Trasporto di beni per conto di un soggetto passivo tra due Paesi extra UE
18. Assistenza tecnica a privato extra UE
19. Intermediazione su immobile in Italia
20. Intermediazione nel settore alberghiero
21. Intermediazione bene mobile
22. Intermediazione verso privato consumatore
23. Intermediazione internazionale
24. Noleggio a breve termine e utilizzo nella UE
25. Noleggio a breve termine ed utilizzo in Italia
26. Noleggio a lungo termine verso soggetto IVA UE
27. Noleggio a lungo termine verso privato
28. Noleggio a lungo termine verso privato extra UE
2. Scambi intracomunitari di beni
29. Acquisto intracomunitario e presupposti
30. Cessione intracomunitaria e presupposti
31. Acquisto intracomunitario da ente non commerciale
32. Reso in ambito intracomunitario
33. Fornitura di beni destinati a essere installati, montati o assiemati dal fornitore in un altro Stato membro dell’UE
34. Fornitura di impianto ad un operatore dell’UE
35. Trasferimento di beni in Italia da un altro Stato membro UE – lavorazione e successiva cessione all’esportazione dei beni
36. Consegna dei beni in garanzia nella UE
37. Acconti a fornitori UE
38. Acquisto e vendita di beni nello stesso Stato UE
39. Omaggi di beni ricevuti da Paesi comunitari
3. Esportazioni
40. Esportazione con e-fattura
41. Cessione all’esportazione con trasporto a cura del cessionario – prova di uscita dei beni dal territorio UE
42. Effetti delle note di credito sul plafond
43. Consegna dei beni in garanzia fuori dalla UE
44. Esportazione: cessionario esportatore abituale e plafond
45. Cessione di attività e subentro nel plafond
4. Le importazioni
46. Beni di provenienza extracomunitaria importati in Spagna per essere successivamente ceduti con trasporto in Svizzera
47. Base imponibile IVA nelle operazioni di importazione
48. Importazione in reverse charge
49. Importazione e detrazione IVA
50. Importazione con immissione in deposito
5. Le triangolazioni
51. Triangolazione con intervento di soggetto extra UE
52. Triangolazione comunitaria nazionale: IT1 – IT2 - UE
53. Triangolazione comunitaria nazionale: IT1 – UE – IT2
54. Triangolazione comunitaria nazionale: UE - IT1 – IT2
55. Triangolazione comunitaria: UE – UE – IT
56. Triangolazione comunitaria: UE –IT -UE
57. Triangolazione comunitaria: IT –UE-UE
58. Triangolazione EXTRA UE -IT-UE
59. Triangolazione UE-EXTRA UE -IT
60. Triangolazione EXTRA UE –UE-IT
61. Triangolazione IT-IT-EXTRA UE
62. Triangolazione IT-EXTRA UE-IT
63. Triangolazione IT-EXTRA UE-EXTRA UE
64. Triangolazione UE-IT-EXTRA UE
65. Triangolazione EXTRA UE – IT -IT
66. Triangolazione EXTRA UE – IT –EXTRA UE
67. Triangolazione EXTRA UE -EXTRA UE-IT
6. Scambi di beni con San Marino
68. Cessioni ad operatore economico di San Marino
69. Acquisti di beni da San Marino
70. San Marino e fattura elettronica
71. San Marino e prestazioni di servizi
7. Brexit
72. Conseguenze ai fini IVA della Brexit
73. Acquisti e cessioni di beni e Brexit
74. Prestazioni di servizi generiche e Brexit
75. Identificazione in Italia di operatore del Regno Unito e Brexit
76. Rimborso imposta assolta nel Regno Unito e Brexit
77. Cessioni a viaggiatori e Brexit
Riferimenti normativi
Legislazione
Prassi
Guida alla disciplina del funzionamento dei depositi IVA e alle nuove regole di assolvimento dell'Iva decorrenti dal 1° aprile 2017, aggiornata con l'entrata in vigore dal 1° gennaio 2020, delle novità introdotte con il regolamento di esecuzione (UE) 2018/1912 del Consiglio del 4 dicembre 2018 e della direttiva UE 2018/1919 del Consiglio del 7 dicembre 2018.
• Il deposito fiscale ai fini dell’IVA
• La rilevazione dei movimenti dei beni
• Le operazioni agevolate
• L’estrazione dei beni dal deposito IVA
• La garanzia per l’IVA sull’estrazione dei beni immessi in libera pratica dal deposito IVA
• L’applicazione dell’IVA
• L’estrazione dei beni dal deposito IVA con la dichiarazione d’intento
• Le prestazioni di servizi inerenti al deposito IVA
• I risvolti operativi ai fini dell’IVA
• L’attività del depositario quale rappresentante fiscale
• La disciplina speciale per benzina, gasolio e altri prodotti carburanti e combustibili
• Il contratto di call-off stock
• Il contratto di consignment stock
• La fattura elettronica
• Le nuove condizioni per effettuare la cessione intracomunitaria
• Le operazioni intracomunitarie a catena
• La prova del trasporto intracomunitario
• Appendice
Dal 1° aprile 2017, la disciplina del funzionamento dei depositi IVA segue le nuove regole fissate con l’art. 4, commi 7 e 8, del d.l. 22 ottobre 2016, n. 193. Talune regole sono semplificate in quanto nel deposito IVA possono essere introdotti beni senza alcuna distinzione di carattere merceologico né di carattere soggettivo tra operatori nazionali o comunitari o extracomunitari.
Inoltre, qualsiasi operatore può procedere all’estrazione dei beni essendo stati soppressi gli obblighi di essere iscritti alla CCIAA da almeno un anno e di attestare l’effettiva attività e la regolarità dei versamenti dell’IVA.
Restano invariate le regole da seguire per effettuare le estrazioni dei beni introdotti a seguito di acquisti intracomunitari (per cui la fattura deve essere integrata con l’IVA). Per i beni immessi in regime di libera pratica le regole procedurali sono diventate definitive con la pubblicazione del d.m. 23 febbraio 2017.
Tuttavia, le novità, non gradite, sono individuate con il fatto che l’estrazione fatta da un operatore nazionale comporta il versamento dell’IVA con il modello F24, ma senza la possibilità di beneficiare della compensazione con eventuali crediti. Tale regola comporta, quindi un’immediata entrata erariale, ma, contemporaneamente, anche il formarsi di una situazione creditoria. Va prestata attenzione al fatto che l’imposta è dovuta da chi procede all’estrazione dei beni ma deve essere versata dal gestore del deposito in suo nome e per suo conto, essendo solidalmente responsabile dell’adempimento, anche in ordine alle sanzioni. Qualora l’operatore utilizzi la c.d. “lettera d’intento”, il gestore deve effettuare il c.d. “riscontro telematico”.
L’inosservanza di tali incombenze è valutata ai fini della revoca dell’autorizzazione a gestire il deposito.
Dal 1° gennaio 2020 sono entrate in vigore le novità introdotte con il regolamento di esecuzione (UE) 2018/1912 del Consiglio del 4 dicembre 2018 e della direttiva UE 2018/1919 del Consiglio del 7 dicembre 2018. Sono norme di immediata applicazione, pur non essendo ancora recepite nella legislazione italiana, che apportano novità sostanziali quali l’efficacia sostanziale (e non formale) del codice identificativo IVA
del cessionario comunitario che deve essere indicato nella fattura emessa e nei modelli INTRASTAT relativi alla cessione intracomunitaria, la prova della cessione intracomunitaria ai fini della regola di “non imponibilità ai fini dell’IVA”.
A ciò vanno aggiunte le semplificazioni procedurali relative ai contratti in regime di call-off stock (che si aggiungono a quelle di “consignment stock), e alle “cessioni intracomunitarie a catena.”
Le novità non sono di poco conto, anche in relazione alle nuove procedure introdotte, che per la loro applicazione pratica hanno la necessità di ottenere opportuni e tempestivi chiarimenti ufficiali, valorizzando l’istituto dei depositi IVA e delle recenti novità.
Presentazione
Depositi fiscali IVA: la normativa dal 1° aprile 2017
1. Il deposito fiscale ai fini dell’IVA
1. L’istituto del deposito fiscale
2. La definizione di deposito IVA
3. I beni che possono essere immessi nel deposito IVA
4. I soggetti abilitati alla gestione dei depositi IVA
4.1. I depositi IVA per i quali non è prevista l’autorizzazione
4.2. I depositi IVA per i quali è richiesta l’autorizzazione
2. La rilevazione dei movimenti dei beni
1. La movimentazione dei beni
2. L’introduzione e l’estrazione dei beni
3. Il controllo sulla gestione del deposito
4. L’irregolare introduzione di beni nel deposito
3. Le operazioni agevolate
1. Le operazioni agevolate ammesse nei depositi IVA
2. Le operazioni che presuppongono la contestuale introduzione fisica dei beni nel deposito IVA
2.1. Gli acquisti intracomunitari di beni eseguiti mediante introduzione nel deposito IVA
2.2. L’immissione in libera pratica di beni destinati ad essere introdotti nel deposito IVA
2.3. Le cessioni di beni eseguite mediante introduzione nel deposito IVA
2.4. Le cessioni di beni elencati nella tabella A-bis allegata al d.l. 30 agosto 1993, n. 331
3. Le operazioni che sono eseguite sui beni che si trovano nel deposito IVA
3.1. Le cessioni di beni custoditi nel deposito IVA
3.2. Le prestazioni di servizi rese sui beni custoditi nel deposito IVA
3.3. Il trasferimento dei beni in altro deposito IVA
4. L’estrazione dei beni dal deposito IVA
1. Le modalità di estrazione dei beni dal deposito IVA
2. Le cessioni all’estero
2.1. Le cessioni intracomunitarie
2.2. Le cessioni all’esportazione
2.3. L’utilizzazione o la commercializzazione in Italia
3. Il consignment stock
4. Il destinatario della lettera d’intento
5. La garanzia per l’IVA sull’estrazione dei beni immessi in libera pratica dal deposito IVA
1. Le regole dell’estrazione
2. I requisiti di affidabilità
3. L’attestazione della garanzia
4. L’esclusione della garanzia
6. L’applicazione dell’IVA
1. Il momento rilevante per l’applicazione dell’IVA
2. La base imponibile
3. Le modalità di versamento dell’IVA
4. I beni di provenienza extracomunitaria immessi in libera pratica
5. I soggetti tenuti all’osservanza degli obblighi
6. Il soggetto interessato da più fattispecie
7. L’estrazione dei beni dal deposito IVA con la dichiarazione d’intento
8. Le prestazioni di servizi inerenti al deposito IVA
1. La rilevanza delle prestazioni di servizi
2. L’individuazione delle prestazioni di servizi
9. I risvolti operativi ai fini dell’IVA
1. La detrazione dell’IVA
2. La mancata introduzione di beni immessi in libera pratica
3. Le indicazioni nella dichiarazione annuale IVA
10. L’attività del depositario quale rappresentante fiscale
1. I soggetti passivi
2. La regola
3. La responsabilità solidale del gestore del deposito per il pagamento dell’IVA
11. La disciplina speciale per benzina, gasolio e altri prodotti carburanti e combustibili
12. Il contratto di call-off stock
1. Il quadro normativo
2. La qualificazione del contratto
3. L’esclusione del “trasferimento dei beni a se stesso”
4. La decadenza della condizione sospensiva
5. Il registro dei movimenti
13. Il contratto di consignment stock
1. I profili contrattuali
2. La gestione fiscale
2.1. La regola
2.2. Gli adempimenti per la gestione in ambito comunitario
2.3. La gestione degli adempimenti in ambito extracomunitario
3. La stabile organizzazione
14. La fattura elettronica
1. La regola operativa
2. Le autofatture
3. L’inversione contabile
4. I depositi IVA
5. L’esterometro
15. Le nuove condizioni per effettuare la cessione intracomunitaria
1. L’archivio VIES
16. Le operazioni intracomunitarie a catena
1. L’innovazione normativa
2. La c.d. “triangolazione comunitaria”
3. Le operazioni “a catena”
17. La prova del trasporto intracomunitario
1. La norma interna
2. La presunzione del trasporto intracomunitario
Appendice
Normativa e Prassi
Aggiornato con la C.M. n. 14/E del 2019 e le ultime pronunce dell’Agenzia delle Entrate.
Fra le previsioni di maggiore rilevanza contenute nella legge di bilancio 2018 vi sono quelle di cui ai commi 909 ss. dell’art. 1, che introducono, a partire dal 2019, l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica per le operazioni effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati in Italia, sia in ambito B2B (business to business), sia in ambito B2C (business to consumer).
L’introduzione di tale obbligo è finalizzata ad agevolare l’azione di contrasto all’evasione fiscale, mettendo a disposizione dell’Amministrazione finanziaria, tramite il Sistema di Interscambio, i dati delle fatture emesse e ricevute per le operazioni effettuate tra soggetti nazionali. I dati delle operazioni potranno dunque essere “incrociati” con quelli relativi ai versamenti IVA, al fine di verificare il corretto assolvimento dell’imposta.
Il presente ebook vuole fornire ai lettori una chiave di lettura utile e pratica per interpretare le disposizioni di legge e gli ultimi documenti di prassi usciti in relazione ad un tema oggi molto sentito quale è la fatturazione elettronica.
Premessa
1. I soggetti interessati alla fatturazione elettronica
Riferimenti normativi