Il Decreto fiscale collegato alla Manovra 2019 è stato firmato dal Presidente della Repubblica ed è stato pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale: DECRETO-LEGGE 23 ottobre 2018, n. 119. Entra in vigore quindi già da oggi.
Nell'ultima bozza approvata è stato inserito uno degli articoli riguardanti la Cassa integrazione e in particolare all'art. 25 si prevede una importante modifica alla normativa sulla CIGS in deroga (art.22 bis, comma 1 del D.Lgs 148-2015) con due ampliamenti:
A seguito dell' art. 1 comma 133 della legge di stabilità 2018 (L. 205/2017) per gli anni 2018 e 2019 era già prevista la possibilità di proroga della Cassa integrazione straordinaria. rispetto al limite ordinario della CIGS , nei casi di:
in presenza di problematiche occupazionali rilevanti a livello territoriale, in aziende di interesse strategico che occupassero piu di 100 dipendenti.
Va ricordato che a norma del d.lgs 148 2015 i limiti ordinari della CIGS sono fissati a 24 mesi in un quinquennio mobile - conteggiando anche la CIGO- che salgono a 30 per le imprese industriali e artigiane dell'edilizia e affini e a 36 mesi nel caso di causale contratto di solidarietà. Per la CIGS in deroga è sempre necessario un accordo in sede governativa e con la partecipazione delle Regioni sede delle unità produttive interessate con la messa a punto di piani di risanamento e ricollocamento dei lavoratori. La deroga era stabilità dall'art. 22 bis citato sopra .
Il legislatore ha inteso ora dare la possibilità di riconoscere la rilevanza strategica di una impresa in taluni territori , da parte della Regione o Regioni interessate, anche a prescindere dall'organico aziendale e di accordare anche in questi casi piu tempo per risolvere le problematiche occupazionali, provocate dalle crisi aziendali.
La copertura dei costi di questa misura rientra nelle risorse già stanziate dal decreto attuativo del Jobs Act 148 2015 (100 milioni di euro annui) poiché
per il 2018 residuano 60 milioni di euro e si confermano i 100 milioni di euro gia stanziati per il 2019. Gli accordi in sede ministeriale hanno la funzione di continuare a monitorare l'impegno di spesa.
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