Il D.M. del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, 16 dicembre 2014, n. 206 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 57 del 10 marzo 2015, attuativo del cosiddetto Casellario dell’Assistenza, ossia la banca dati che permetterà di costruire una sorta di “cartella sociale” del cittadino, raccogliendo le informazioni su tutte le prestazioni sociali che gli vengono concesse – quelle erogate dall’INPS, dai Comuni, dalle Regioni, nonché quelle erogate attraverso il canale fiscale.
Il Casellario che entra in vigore dal 25 marzo 2015. è , istituito presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e costituisce l'anagrafe generale delle posizioni assistenziali, con compiti di raccolta, conservazione e gestione dei dati relativi alle caratteristiche delle prestazioni sociali erogate, oltre che delle informazioni utili alla presa in carico dei soggetti aventi titolo alle medesime prestazioni, incluse quelle relativealle caratteristiche personali e familiari del soggetto .
Ai fini dell' interscambio delle informazioni, gli enti locali potranno avvalersi del sistema pubblico di connettivita' attraverso servizi di cooperazione applicativa.
Il Casellario e' costituito dalle seguenti componenti:
a) banca dati delle prestazioni sociali agevolate
b) banca dati delle prestazioni sociali
c) banca dati delle valutazioni multidimensionali
Le informazioni sono organizzate in tre sezioni corrispondenti a distinte aree di utenza:
1) Infanzia, adolescenza e famiglia;
2) Disabilita' e non autosufficienza;
3) Poverta', esclusione sociale e altre forme di disagio.
La posizione assistenziale verrà cancellata dal Casellario trascorsi 5 anni dall'anno di ultima erogazione di una prestazione sociale al beneficiario interessato.
Per il Ministro Poletti il nuovo strumento non vuole essere una schedatura dei ciTtadini ma uno strumento che grazie all'interscambio e ai nuovi mezzi digitali permette una ottimizzazione del servizio per puntare a maggiore equità
"Al di là del nome, che ho ereditato e che non avrei scelto, si tratta di uno strumento fondamentale, che non serve ad 'incasellare' i cittadini, ma a rendere loro la vita migliore. La costruzione del sistema informativo - aggiunge Poletti - permetterà di programmare, monitorare e valutare meglio gli interventi che mettiamo in campo per i nostri cittadini più fragili. Spesso oggi, a livello nazionale, regionale, comunale, vengono erogate prestazioni della cui efficacia non siamo sicuri, visto che operiamo al buio, senza una conoscenza vera dei fenomeni su cui vogliamo intervenire. A volte la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra e, magari, a qualche cittadino diamo troppo rispetto al suo bisogno, e a qualche altro troppo poco. La banca dati verrà messa quindi al servizio di tutti i livelli di governo per migliorare l'equità complessiva del sistema".